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Disastro Roma anche a Cagliari

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La Roma a Cagliari fa l’ennesima figuraccia di questa stagione. E non è solo una questione di orgoglio. E’ drammaticamente una questione di classifica e di prospettiva futura. In questi primi tre mesi di campionato si pensava di aver visto di tutto. Ma in questa Roma la realtà supera di gran lunga anche la più fervida (e perfida) fantasia.

Dopo esser stati presi a pallonate dalle riserve dell’Atalanta, essersi fatti recuperare due gol dal Chievo, aver perso in casa contro la Spal, esser tornati a mani vuote perfino dalle trasferte di Bologna e Udine, mancava all’appello di farsi recuperare due gol in 11 contro 9. Non dal Barcellona ne dal Real Madrid ma dal Cagliari orfano dei due suoi migliori calciatori.

In Sardegna si è toccato il fondo. Anche se, visti i precedenti, è meglio dirlo sottovoce. I giallorossi hanno meritatamente chiuso i primi 45 minuti in vantaggio di due gol. Anche se nel finale di tempo il raddoppio arriva nel migliore momento dei padroni di casa, che dopo la prima mezzora hanno messo in difficoltà gli uomini di Di Francesco.

Nella ripresa la Roma prova a gestire il match, andando anche vicino al 3-0. Ma il Cagliari non ha creato grandi occasioni solo perchè ha gestito molto male situazioni estremamente pericolose. E ritenere il risultato figlio esclusivamente dell’incredibile azione del 95′ in 11 contro nove sarebbe esercizio di preoccupante miopia.

La squadra negli ultimi 20 minuti è completamente uscita dal campo. I cambi sono a dire poco discutibili. Luca Pellegrini entra al posto di Kluivert e viene posizionato sull’out di sinistra davanti a Kolarov. Probabilmente per la prima volta nella sua breve carriera. Poi esce Schick e entra Pastore. Anche questo cambio, come il precedente, contribuisce ad arretrare il baricentro della squadra. Ma a farlo è soprattutto il successivo: esce Zaniolo ed entra Juan Jesus.

Ad ognuno di questi cambi i giallorossi perdono un po’ di campo e soprattutto un po’ di consapevolezza. E contestualmente gli avversari acquistano entrambi. Quindi l’incredibile gol del 2-2 non è un episodio sporadico, isolato. Non è soltanto un errore tecnico e di posizionamento in campo dei calciatori. E’ l’ennesimo allarmante segnale che la nave giallorossa sta affondando, ogni giorno di più.

Perchè il problema non è solo Cagliari-Roma. Il problema è una classifica disastrosa, una squadra psicologicamente fragile come un vaso di Murano, un collettivo senza una vera identità tattica e singoli che non riescono a giocare neanche lontanamente ai loro livelli.

Per non parlare degli infortuni muscolari che stanno decimando la rosa. Anche se per quelli c’è chi ha trovato nelle preghiere la soluzione. E si, perchè a qualcuno è rimasto solo di predersela con Lassù…

Andrea Felici

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