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Friedkin, Stadio e Vitek: il futuro della Roma diviso in tre

Il 2020 potrebbe essere un anno da ‘circoletto rosso’ nella storia del Club di Trigoria. E, come spesso accade nell’odierno calcio delle multinazionali (e delle finanziarie…), non per motivi di campo. Non si tratta di scudetti, trofei e vittorie italiane o internazionali. Ma si tratta delle giuste basi per poter costruire un futuro competitivo finalizzato proprio a rimpinguare una bacheca fin troppo vuota, che negli ultimi 11 anni ha visto crescere solo polvere e ragnatele.

Naturalmente si sta parlando di Stadio e cambio di proprietà, in rigoroso ordine di importanza. E si, perché fin quando vigerà il Financial Fair Play le società non potranno avere costi superiori ai ricavi, che tradotto vuol dire che non si può spendere più di quanto si incassa. Quindi la ricchezza dei proprietari ha una importanza relativa.

L’immobiliarista ceco Vitek è ad un passo dall’acquistare le società del Gruppo Parnasi e quindi anche i terreni dove sorgerà lo Stadio di Tor di Valle. Vale a dire che chiunque volesse quei terreni dovrebbe bussare a lui. E non è detto che il suo campanello non sia già suonato…

Ma naturalmente sul fronte Stadio ciò che veramente interessa e sarà decisivo per raggiungere l’obiettivo finale è il testo della Convenzione Urbanistica. E’ ormai ad un passo e potrebbe essere portato in votazione già nei primi mesi del nuovo anno.

La trattativa sulla location del nuovo stadio, che fino a qualche mese fa era tra Pallotta e Parnasi, potrebbe vedere cambiati entrambi gli attori. Da una parte Vitek dall’altra Friedkin. Infatti va avanti, secondo alcuni in maniera molto spedita, la trattativa che dovrebbe portare l’AS Roma a restare negli States, traslocando però da Boston a Houston.

Vitek, Friedkin e Stadio. Su questi nomi si intreccerà il futuro prossimo della Roma. Tre tessere che potrebbero incastrarsi nel mosaico di un futuro troppo bello per esser vero…

Andrea Felici