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Harakiri Roma. Giallorossi rimontati di due goal dal Chievo

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HARAKIRI ROMA – Giallorossi rimontati di due gol dal Chievo nel secondo tempo; 5 punti in quattro partite, è crisi nera!

Una partita strana, per certi versi assurda, quella a cui hanno assistito i 40.000 spettatori dello Stadio Olimpico, attoniti di fronte a una prestazione decisamente in contrasto con le ambizioni ormai conclamate di questa società.

Dopo un primo tempo discreto e caratterizzato anche da un buon equilibrio di squadra, dove la Roma trova la via del gol prima con El Shaarawy su cross di Florenzi e poi con l’inserimento in area di Cristante su assist di Dzeko, nella seconda metà di gioco i giallorossi si spengono totalmente, creando relativamente pochi pericoli alla porta di Sorrentino, e subiscono la “remuntada” Clivense.

Il Chievo infatti va a segno all’inizio con la perla da fuori di Birsa (6’ st) e successivamente con la rete di Stepinski (37’ st), che non ha difficolta a girarsi in prossimità della porta, davanti a un Kolarov imbarazzante come prontezza e atteggiamento difensivo, vicino anche all’autogol giusto pochi secondi prima.

All’ultimo giro di orologio il Chievo sfiora anche il terzo gol con una gran conclusione di Giaccherini, ma Olsen (proprio l’ingiusto capro espiatorio degli ultimi giorni di tutti i problemi della Roma) compie una grande parata e salva i giallorossi dal baratro della sconfitta.

Tanti gli spunti di riflessione e tanta la difficoltà nel trovare il colpevole o la causa centrale di una situazione complicata come questa. Ma andando punto per punto non si può non notare come in realtà il problema non sia solo uno…

Come anche i responsabili di certi risultati che non possono corrispondere alle ambizioni di una società dal calibro della Roma! Si vince insieme e si sbaglia insieme, e non è giusto nemmeno gettare la croce sull’allenatore, che però anche oggi ha avuto le sue colpe: incomprensibile il cambio di Pellegrini (nonostante l’ennesima prestazione “incolore”) per De Rossi e il conseguente cambio di modulo, con il passaggio dal 4-3-3 al 4-2-3-1, che ha completamente tolto equilibrio quell’equilibrio a dir poco precario che i capitolini avevano dimostrato fino a quel momento.

Quest’incertezza tecnico-tattica, questo continuo sperimentare, insieme a diverse disattenzioni individuali (Kolarov, Pellegrini e Juan Jesus sicuramente i peggiori in campo) sono poi le complici principali di un atteggiamento di squadra spiazzante, “moscio” e quasi supponente che non è assolutamente accettabile.

Perché quando una squadra smette totalmente di giocare nel secondo tempo, facendo uno sterilissimo possesso palla, e si “risveglia” e torna ad attaccare solo all’85’ in seguito al pareggio degli avversari, non può che paventare una mancanza di concentrazione ingiustificata!!

L’amarezza è tanta, ed è difficile trovare anche solo un appiglio di speranza a cui attaccarsi per cercare di essere un minimo ottimisti. Io personalmente non riesco neanche a pensare a quale potrebbe essere una soluzione immediata per uscire da questa situazione; L’ennesimo esonero?? Sinceramente non credo…

Noi come tifosi non possiamo fare altro che continuare a tifare e sostenere questa squadra come abbiamo sempre fatto! Sotto questo punto di vista, la quantità di spettatori oggi allo stadio è un dato importante, considerando il momento della squadra, l’orario e la temperatura decisamente alta! (Perché ovviamente giocare il 16 settembre alle 12:30 ha sicuramente senso…).

Quindi smettiamo di dare alibi ingiusti a questa Roma, il fantomatico ambiente forse è l’ultimo dei nostri problemi! Adesso la testa deve essere rivolta solo a Madrid, con la voglia di trovare quella scossa che possa rianimare l’encefalogramma piatto di una squadra (quasi senz’anima) che dimostra ormai da diverso tempo una forte mancanza di identità.

(P.S. Per la Cronaca, peggior inizio di campionato della gestione americana insieme all’anno di Luis Enrique, facciamoci qualche domanda… Qualcosa dovrà cambiare sicuramente se non vogliamo buttare una stagione dopo neanche un mese!)

                                                                                 Francesco Bastianini

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