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Il sogno della Roma si infrange a Firenze: in finale ci va la Fiorentina, sabato il rompete le righe

Roma – Si chiude qui il sogno dell’ AS Roma femminile di approdare alla finale di coppa Italia. Le giallorosse  non riescono nell’impresa ed escono sconfitte dal difficile campo della Fiorentina per 2-0. Le Viola, che raggiungono la Juventus a Parma nella sfida conclusiva del 28 aprile, si impongono con un gol per tempo: al 24esimo Bonetti rompe gli equilibri, proprio come già fatto nel match di andata disputato al Tre Fontane. Il tiro di Breitner trova sulla traiettoria la propria compagna, abile ad impattare il pallone in estirada e battere Pipitone per il vantaggio. Il raddoppio arriva in apertura di ripresa, questa volta con Parisi: il pallone fluttua a pochi passi dal portiere romanista e vede avventarsi la centrocampista gigliata, che di prima intensione fredda ancora Pipitone e porta il punteggio sul 2-0.

Il risultato non lascia spazio a troppe interpretazioni, con le padrone di casa in completo controllo della partita, nonostante due calciatrici importanti come Alia Guagni, capitano della squadra, e Clelland, marcatore numero 1 per le fila toscane, avessero cominciato l’impegno partendo dalla panchina. La Fiorentina approda per il terzo anno consecutivo in finale e va alla caccia del 3° titolo in serie dopo le vittorie della passata e di due stagioni fa.

Per la Roma il rammarico dell’obiettivo sfumato sul più bello, ma contestualmente la consapevolezza di aver fatto qualcosa di importante in una stagione di più alti che bassi. La differenza tecnica con l’avversario odierno è abbastanza evidente, ma è comprensibile considerando il rodaggio e l’esperienza che ha la Viola rispetto alla neonata società di Trigoria. Eloquenti le parole nel post partita di Elisabetta Bavagnoli: il tecnico romanista si è dichiarata molto soddisfatta per ciò che le ragazze hanno dimostrato nell’arco dell’intero anno, confermando che se fosse arrivato qualcosa in più di quello già fatto sarebbe stato qualcosa di magico.

ROMA (4-3-3): Pipitone; Soffia (83′ Bitzer), Swaby, Di Criscio, Bartoli; Ciccotti, Bernauer (61′ Simonetti), Greggi; Bonfantini, Piemonte (53′ Pugnali), Serturini.
A disp.: Casaroli, Lipman, Zecca, Corrado.
All. Elisabetta Bavagnoli

FIORENTINA (4-3-1-2): Ohrstrom; Vigilucci, Agard, Tortelli, Philtjens; Adami, Parisi, Breitner; Bonetti; Mauro, Catena (73′ Clelland).
A disp.: Durante, Guagni, Jaques, Kongouli, Severini, Fusini.
All. Antonio Cincotta

Prossimo turno

E così, dopo l’eliminazione in coppa Italia, sabato arriverà il rompete le righe. Ma non prima di concludere il campionato ancora sul complicato campo Gino Bozzi di Firenze. Proprio così, doppio scontro ravvicinato contro la squadra di Antonio Cincotta, quarto della stagione. Quelli di Firenze saranno gli ultimi 90 minuti di campionato prima che il sipario cali definitivamente sulla serie A 2018/2019. La classifica per le Capitoline ormai non ha più nulla da dire, con il quarto posto ormai acquisito dopo il pareggio col Bari e il contemporaneo KO della Mozzanica contro il Milan. Dal canto suo la Fiorentina ha ancora speranze per laurearsi campione d’Italia, con la Juventus distante un punto ed impegnata in trasferta con un Verona già salvo.

C’è però anche il rovescio della medaglia: se da una parte capitan Guagni e company hanno vive le speranze di operare un clamoroso sorprasso sul filo del rasoio, dall’altra c’è la possibilità di veder sfumare 2° posto e Champions League. Alle proprie spalle, infatti, incombe il Milan di Carolina Morace, distante 1 punto dalle Viola e anch’esse in corsa per scudetto ed Europa. Milan impegnato nel non proibitivo impegno casalingo contro il Chievo, a sua volta alla disperata ricerca di punti salvezza dopo aver perso il derby col Verona e aver visto il Bari accorciare in classifica grazie al pareggio ottenuto proprio contro la Roma.

Saranno dunque 90 minuti di fuoco quelli che vedranno le squadre impegnate nella corsa al titolo e alla salvezza, con 4 match fissati per le ore 12.30 per non sfalsare questo folle rush finale. Poi si comincerà a pensare al mondiale di Francia, ma questa è tutta un’altra storia.

Massimiliano Sciarra