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A Inzaghi il derby con Garcia, Marsiglia 1 Lazio 3

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A Inzaghi il derby con Garcia, Marsiglia 1 Lazio 3 –

La Lazio ha sconfitto il Marsiglia prima nel gioco, poi nel netto risultato. Il derby tra Inzaghi e Rudi Garcia in Coppa Uefa non ha avuto storia, con i biancazzurri padroni in casa altrui, con i francesi a inseguire senza avere idee di come fare.

Tra due settimane la partita di ritorno all’Olimpico. Rudi Garcia potrà consultare il solito romanzetto scritto anche oggi nei suoi foglietti, ma difficilmente potrà risolvere il problema di convincere la sua squadra, lenta e senza idee, a mettere paura ai laziali, in splendida forma, oggi come nel campionato.

Inutile far la cronaca di tutta la partita, la si può riassumere in pochissime parole: la Lazio gioca, il Marsiglia no.

Passiamo ai gol. Il primo, al 10’, è di Wallace, che insacca di testa su calcio d’angolo. È il solito Wallace, più bravo a segnare che a difendere, anche se oggi è riuscito a fare bene tutte e due le cose.

Il secondo gol è di Caicedo, che già un paio di volte c’era andato vicino, rinunciando a tirare da buona posizione per passare la palla a un compagno più marcato. Lulic conquista il pallone, lo passa a Immobile che lo regala a un Caicedo in ottima posizione e che, stavolta, non avendo vicino compagni a cui passarlo, trova il coraggio di tirare in porta con un perfetto sinistro.

La partita sta per finire quando Payet, da ottima posizione, all’86’ spara una punizione che Strakosha, impegnato a masticare la gomma, non riesce a intercettare.

Sul 2-1 la partita sembra riaperta, ma la Lazio ci mette poco a riordinare le idee e i ranghi. È proprio al 90’ che Marusic, entrato all’inizio del secondo tempo al posto di Lucas Leiva infortunato, scatta e riesce a trovarsi quasi solo davanti al portiere e, come è abituato a fare, a differenza di Caicedo, quando ha l’occasione spara senza pensarci troppo e porta il risultato a 3-1.

Partita piuttosto vivace, anche se da parte marsigliese un po’ troppo remissiva – possesso palla 60 per cento alla Lazio – ma segnata da qualche fallaccio di troppo. In questa gara si è distinto il solito Strootman, più bravo con le mani che coi piedi a bloccare gli avversari: una smanacciata sul timido Caicedo e una presa sul collo di Milinkovic Savic, più da lotta greco-romana che da calcio.

Bruno Cossàr

 

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