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La Roma di Di Francesco umiliata: perde 7-1 a Firenze

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Non è stato abbastanza farsi prendere a ‘pallonate’ dalle riserve dell’Atalanta ad agosto, perdere in casa contro la Spal, farsi rimontare due gol all’Olimpico dal Chievo, perdere meritatamente a Bologna, farsi rimontare due gol a Cagliari a 4 minuti dalla fine in doppia superiorità numerica, farsi rimontare 3 gol a Bergamo.

Contro la Fiorentina si è messa la ciliegina sulla torta. Un’umiliazione tra le più grandi della storia giallorossa: 7-1 ai quarti di finale di Coppa Italia. Una macchia che resterà viva per decenni come, forse, la più grande. Perchè di fronte non avevi il Manchester United, il Bayern Monaco o il Barcellona ma un’onesta squadra di metà classifica.

Analizzare la partita è impossibile, perchè non è stata una partita. E’ stata la passeggiata di una squadra di calcio sulle macerie di una non squadra. Però una ‘chicca’ tattica è quasi doveroso menzionare: ad inizio ripresa, in una squadra che già palesava evidentissimi problemi di equilibrio tattico, mister Di Francesco toglie Nzonzi e mette in campo Lorenzo Pellegrini. Facendo così restare in campo contemporaneamente Dzeko, Schick, Zaniolo e Pellegrini. Quattro calciatori offensivi. L’ennesimo capolavoro.

E ‘stranamente’ dopo i 3 gol del primo tempo, ne arrivano altri 4 nella ripresa. Davvero inspiegabile… Soprattutto se sulla panchina romanista siede l’allenatore più difeso della storia giallorossa. A qualsiasi altro trainer sarebbero bastati un paio di disastri, a mister Di Francesco quelli finora combinati non sono ancora sufficienti.

Ma perchè Monchi allora si ostina a difendere Di Francesco? Se fosse stata presa la decisione che andava presa dopo Bologna-Roma (settembre 2018) oggi probabilmente non si sarebbe arrivati a questo punto. E se, a distanza di oltre quattro mesi, ‘quella’ decisione non dovesse essere ancora presa ci sarebbe davvero da preoccuparsi.

Bisognerebbe farsi delle domande e soprattutto darsi delle risposte…

Andrea Felici

 

 

 

 

 

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