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La Roma non trova pace: dopo De Rossi saluta anche Totti

Roma – Che l’estate della Roma non sarebbe stata semplice lo si era evinto da diverso tempo. Più meno da quando Cristian Romero di testa batteva Mirante al 91esimo di Genoa-Roma, ponendo una pesante sentenza sulla partecipazione alla successiva Champions dei giallorossi. Ma da non prendere parte alla manifestazione più prestigiosa d’Europa, alle guerre intestine in seno a Trigoria (e dintorni) di acqua sotto i ponti ce ne passa, e pure tanta.
Dall’addio di De Rossi, ai saluti di Ranieri, fino all’addio bis di Totti, passando per i malumori dei big: Dzeko e Manolas su tutti. Tempo di burrasca imperversa sulla Capitale, di schiarite non c’è ombra, neanche all’orizzonte più lontano. Non è bastato l’annuncio dell’allenatore arrivato tra tante, troppe, difficoltà a rasserenare un po’ gli animi surriscaldati dei romanisti.
La conferenza al Coni tenuta dall’ex numero 10 fa da eco a quella all’ex numero 16 effettuata a Trigoria. La differenza sostanziale è che Totti non ha voluto nemmeno un dirigente al seguito, un po’ come quando le parti erano invertite e il vecchio capitano romanista veniva preso in considerazione solo a decisioni già stabilite.

La domanda ora sorge spontanea: da oggi come riparte la Roma? sicuramente più povera di prima, se non tecnicamente sicuramente nell’anima. Privare squadra e piazza di due elementi dal peso specifico come erano Totti e De Rossi è stato probabilmente peggio che arrivare sesti in campionato. Già, sesti in campionato: ciò comporta i 3 turni preliminari di Europa League e l’incombenza di giocare il 1° a poco più di un mese di distanza dalla data odierna. Niente di insormontabile, se non fosse che ad oggi di mercato in entrata ancora non se ne vede l’ombra. Ufficialmente ancora chiuso, certo, ma comunque senza previsioni troppo ottimistiche. Il club non ha ancora potuto ufficializzare il nuovo Ds, occupato in un corposo tira e molla col suo attuale/vecchio club: il Torino. In più bisogna poi tener conto della cifra stimata pari a 40-45 milioni di rosso che il club dovrà risanare entro il 30 giugno. Senza introiti della Champions l’unica via perseguibile è quella delle cessioni, come ormai avviene da anni a questa parte: Manolas e Dzeko i più corteggiati. Il greco, sulla cui testa pende una clausola rescissoria di 36 milioni, ha ricevuto le avance sia della Juventus, ma ancor di più del Napoli. La Roma non è disposta a fare sconti e chiede ai partenopei di pagare l’intera postilla sul contratto dell’ellenico per liberarsene. Dzeko, invece, è entrato da un pò nel mirino dell’Inter e il suo passaggio a Milano sembra ormai solo questione di tempo. Sembrerebbero loro 2 i prescelti sacrificati per aiutare le casse della società, ma il mercato è imprevedibile e può cambiare radicalmente da un momento all’altro.

Intanto la preparazione estiva è stata drasticamente modificata. Niente più International Champions Cup in America, bensì rapido risveglio muscolare in quel di Pinzolo a partire dal 29 giugno, in cui ad attenderla ci sarà almeno un’amichevole prima di battezzare ufficialmente la nuova stagione sul campo.
Nel frattempo i malumori dei tifosi aumentano, così come i tanti punti interrogativi al quale Pallotta e soci dovranno prima o poi dare risposta per non compromettere sul nascere un’annata già in salita in partenza.

Massimiliano Sciarra