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Lo Pinto, Number Twelve: A piccoli passi, sempre più grandi

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Lo Pinto, Number Twelve: A piccoli passi, sempre più grandi –

Sempre di più sono gli appassionati di sport e, in modo particolare, soprattutto negli ultimi anni, sta prendendo piede una delle attività più praticate ma, fino ad ora, meno seguite; stiamo parlando del magico mondo del futsal.

A rendere possibile tutto ciò, non solo è l’ impegno degli addetti ai lavori  della Divisione Calcio a Cinque ma anche la grande passione di altre piccole realtà che mettono a disposizione delle nuove leve la loro esperienza.

I nostri microfoni hanno scoperto la Number Twelve, iniziativa guidata da un giovane portiere di Latina, Gabriele Lo Pinto, che ha deciso di creare un portale all’insegna degli estremi difensori.

Buongiorno Gabriele, la tua iniziativa rappresenta un passo importante per tutti gli appassionati di calcio a 5 ma soprattutto per uno dei ruoli più rappresentativi del calcio giocato, il portiere. Il tuo marchio è nato da poco ma è sempre più presente sia nei campi d’erba che in quelli di parquet; come è nata questa idea?

L idea è nata in uno dei momenti più brutti della mia vita. Ho subito un gravissimo incidente stradale che mi ha precluso per quasi due anni e mezzo di svolgere attività agonistica.

In questo lungo periodo ho iniziato a lavorare su carta a un progetto che valorizzasse a 360 gradi la figura sportiva del portiere. Il nostro è un ruolo particolare, incredibile, spesso screditato; la Number Twelve nasce per impreziosirlo, valorizzarlo e dargli la giusta importanza”.

Quali sono i tuoi obiettivi futuri e dove vorresti vedere arrivare la Number Twelve?

Non ti nascondo che gli obiettivi in agenda sono infiniti. In mente ho una ristrutturazione totale che parte dalle fondamenta. C’è bisogno di cultura sportiva, di offrire conoscenze a chi si avvicina al nostro mondo, deve in sostanza cambiare il modo di intendere la porta ed il ruolo del portiere.

Spero un giorno di poter lasciare una eredità importante alle generazioni che verranno, di garantirgli un futuro migliore. La Number Twelve è nata anche per questo.

Sei abituato a fare interviste facendoti raccontare l’emozioni e sensazioni dei portieri che settimanalmente intervisti. Ora ti trovi dal lato opposto della medaglia; cosa significa per te essere portiere e quali stati d’animo percepisci nel trovarti in mezzo ai pali?

Come dico sempre, essere un portiere è una  inclinazione dell’anima, la nostra è una fiamma che non conosce alcuna tempesta. La porta mi appartiene da sempre.

Sono un portiere da quando avevo 5 anni, ora ne ho 32, ma ogni volta  che varco la linea dell’area di rigore, provo le stesse emozioni del primo istante in cui ho sentito di appartenere a questo mondo.

Sono cresciuto guardando portieri che hanno fatto la storia. Ho visto gente come Preud’homme, Peruzzi, Kahn, Smaichel…

Ricordo che li vedevo volare e sognavo ad occhi aperti. Avevo 4, forse 5 anni ma sapevo esattamente cosa avrei dovuto fare nella mia vita. Sono nato portiere e morirò portiere portando avanti valori come l’amicizia, la lealtà, il rispetto e la tenacia che questo mondo mi ha fatto conoscere.

Liliana Nicoletta

 

 

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