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Roma: 1-1 a Genova e (quasi) addio alla Champions

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Una partita brutta, estremamente sporca e giocata male dai giallorossi, che con El Shaarawy all’82° si portano avanti “annusando” i 3 punti per poi farsi rimontare colpevolmente dal Genoa al 91°, che va a segno di testa con Romero, il quale salta senza difficoltà in mezzo alle torri romaniste approfittando di un calcio d’angolo regalato da Kolarov.

All’ultimo minuto inoltre i rossoblù sfiorano anche il secondo gol su calcio di rigore con l’ex Sanabria, parato prontamente da Antonio Mirante che salva i capitolini dal baratro di una sconfitta tragicomica.

Il rammarico è moltissimo, soprattutto per una classifica che sancisce quasi in via definitiva la fine delle speranze della Roma di acciuffare questo fantomatico quarto posto “Champions”, considerando soprattutto la sconfitta della Lazio all’Olimpico contro un’Atalanta sempre più in forma, adesso con 3 lunghezze di vantaggio sui giallorossi.

Preoccupano inoltre e non poco le prestazioni individuali di alcuni giocatori, su tutti Pellegrini, Cristante e Zaniolo, apparsi estremamente in difficoltà sotto tanti aspetti diversi. E come se tutto ciò non bastasse, i problemi muscolari anche stavolta hanno continuato a falcidiare la salute di questa rosa, con Florenzi che a causa di un risentimento alla coscia aggiunge alla lista globale di squadra il 49° infortunio stagionale.

Probabilmente però è anche inutile continuare ad avvelenarsi il sangue, per un’annata cominciata male e, a questo punto, finita peggio. I responsabili di questo scempio sono chiari da tempo. L’ex “allenatore” Di Francesco nel corso dei mesi non è mai riuscito a dare un gioco chiaro a questo gruppo, favorendo un’instabilità difensiva da terza categoria e contribuendo, insieme al suo staff, alla strutturazione di una preparazione atletica quantomeno ridicola, visto poi come si è rivelata la condizione fisica dei giocatori e i numerosi infortuni.

Mentre “Il Re Mida del calcio”, il “genio di Siviglia”Ramòn Verdejo Monchi ha in primis la colpa di aver scelto questo tecnico, difendendolo a oltranza anche quando era palesemente arrivato il momento di prendere provvedimenti. Poi, visto che evidentemente tutto ciò non era abbastanza, dopo aver venduto i giocatori più forti e aver comprato, spendendo una quantità di soldi esorbitante, giocatori non pronti o non all’altezza di una società come la Roma, ha avuto anche la faccia tosta di scappare, vigliaccamente e campando in aria una serie infinita di scuse, per tornare in Spagna a guadagnare di più.

Non si può poi non fare un appunto alla dirigenza, complice di aver aspettato troppo tempo prima di prendere provvedimenti su entrambi i “personaggi grotteschi” che hanno distrutto questa squadra. Non si avrà mai la controprova, ma se Ranieri avesse avuto la possibilità di arrivare prima forse i risultati sarebbero stati diversi.

Il mister testaccino infatti è l’unica figura che esce a testa altissima da questa situazione, considerando che in un mese e mezzo è riuscito a trasformare un’accozzaglia di giocatori più o meno mediocri in qualcosa che potesse sembrare minimamente a una squadra di calcio. Ma il tempo per fare di più non c’è stato, i risultati sono questi e forse è anche giusto così. Per entrare in Champions e ambire a certe posizioni bisogna meritarsele, con le prestazioni e le vittorie. E purtroppo, la Roma quest’anno non l’ha mai fatto.

Francesco Bastianini

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