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Roma: Crisi alle spalle, o forse no

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La crisi della Roma è già alle spalle? Guardando soltanto i numeri delle ultime quattro partite, tre di campionato e una di Champions, la risposta non potrebbe che essere affermativa. I numeri, nel calcio come nella vita, sono importanti ma ancora più importante è saperli interpretare.

Dopo le ottime prestazioni contro Frosinone, Lazio e Viktoria Plzen c’era grande ottimismo. La trasferta, comunque vittoriosa di Empoli, ha però un po’ frenato l’entusiasmo. In più c’è da dire che, classifica alla mano, complessivamente la stagione dei giallorossi fin qui è davvero impresa ardua poterla definire positiva.

Se il campionato fosse terminato alla fine della scorsa giornata, la Roma sarebbe fuori dalla prossima Champions League. Un disastro. Ed è superfluo spiegare il perché. Sinceramente dopo le tre ottime partite precedenti al match in terra toscana, sembrava davvero di aver imboccato la strada giusta per rimettersi in carreggiata.

E poi Empoli-Roma. Vittoria a parte, comunque importantissima, contro la squadra di Andreazzoli si sono rivisti i fantasmi di inizio stagione. I padroni di casa hanno preso un palo, sbagliato un rigore e fallito almeno tre nitide occasioni da gol. Di Francesco negli ultimi minuti ha provato a dar più solidità alla squadra facendo entrare Juan Jesus e schierando la difesa a tre.

Ma nel calcio moderno abbassare troppo il baricentro della squadra, soprattutto se in difficoltà, equivale quasi sempre a consegnarsi agli avversari. Il gol di Dzeko nel finale è un vero sospiro di sollievo. Di fatto consegna i tre punti ai giallorossi.

Però la domanda è quasi fisiologica: cosa accadrebbe se la squadra giocasse in questo modo di fronte ad avversari più temibili? Complicato sperare in pali, errori dal dischetto e ripetuti sbagli degli attaccanti avversari. La cosa importante sarebbe invece non ripetere i propri errori.

Soprattutto la speranza è che l’ultima prestazione della Roma sia soltanto una serata storta. Può succedere. Ma attenzione. Perché al ritorno dalla sosta ci saranno nell’ordine Spal, Napoli, Fiorentina e Sampdoria in campionato e il doppio decisivo impegno col CSKA in Champions. Praticamente ci si gioca in sei partite la stagione europea e una parte importante del campionato.

Speriamo bene…

Andrea Felici

 

 

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