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Roma: il mercato di gennaio è un rebus

Purtroppo la partita contro il Torino ha confermato che, storicamente, la Roma quando ha l’occasione di dare una svolta alla propria stagione, tranne rarissime eccezioni, la fallisce. Battere i granata nella gara interna di domenica sera avrebbe voluto dire non solo mantenere invariato il vantaggio sulla quinta e la distanza da chi la precede in classifica ma anche affrontare la Juventus con grande serenità. Con una consapevolezza maggiore nei propri mezzi. E sei poi dalla ruota dell’Olimpico fosse uscita una vittoria… Beh, allora i giallorossi avrebbero potuto iniziare un altro campionato, inimmaginabile alla vigilia del torneo.

Niente di tutto questo. Prestazione gravemente insufficiente, Pau Lopez a parte, di tutta la squadra e grave sconfitta interna contro un Torino presentatosi al Foro Italico in netta crisi. Tra l’altro il team di Mazzarri aveva chiuso il 2019 perdendo in casa contro la Spal.

La sconfitta ha soprattutto dimostrato la necessità di integrare la rosa almeno con un vice Dzeko. Assolutamente impensabile che il quasi 34enne bosniaco possa prendersi sulle spalle l’intero peso dell’attacco anche per la seconda parte della stagione. Ma la questione mercato di gennaio è estremamente complessa da affrontare.

La trattativa per la cessione della società infatti potrebbe complicare non poco quello che una volta veniva chiamato ‘il mercato di riparazione’. Solitamente le società oggetto di trattativa in stato avanzato tendono a ‘congelare’ la situazione, limitando l’operatività all’ordinaria amministrazione. Quindi, teoricamente, di mercato non se ne dovrebbe neanche parlare.

Ma naturalmente potrebbe esserci un accordo tra le parti per definire i confini del mercato di gennaio. Anche perché tecnicismi per fare trading di calciatori senza appesantire i conti ci sono. Il primo esempio è formula del prestito con diritto di riscatto che di fatto rimanderebbe la decisione (e la quasi totalità dell’onere economico) dell’operazione a stagione conclusa.

Tra l’altro il rinnovo di Kolarov è il segnale che potrebbe esserci un minimo di spazio di manovra. Al di là della situazione societaria è fin troppo evidente che la squadra di Fonseca ha assoluto bisogno di avere almeno un centravanti in grado di alternarsi a Dzeko.

I nomi che si fanno sono tanti e tra loro diversi per età, caratteristiche, peso specifico e naturalmente prezzo. Si va da Pellegri a Keita, da Piatek a Pinamonti, da Keane a Batshuayi. E anche se è brutto dirlo, ognuno di loro rappresenterebbe un potenziale miglioramento rispetto a Kalinic. Tutto questo ammesso che il 32enne attaccante croato accetti di lasciare anzitempo Trigoria.

Insomma, il mercato di gennaio della Roma è un autentico rebus. Ma attenzione: l’ultima parola della frase è sicuramente Champions League…

Andrea Felici