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Roma: la ricetta vincente

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L’errore più grande che ora la Roma può commettere è quello di credere necessario rifondare completamente la rosa in vista della prossima stagione. Indubbiamente il momento è difficile, molto difficile, ma da qui a voler buttare tutto a mare ce ne passa. Anche perché di questi momenti a Trigoria ce ne sono stati mediamente uno a stagione da oltre novant’anni. Condivisibile, anzi apprezzabile, che l’attuale società stia cercando di risolvere la criticità storicamente più limitante per la Roma: la mentalità vincente.

Quella sì, tranne rarissime eccezioni, è sempre stata la grande assente a queste latitudini. Già, ma cos’è la mentalità vincente e come si acquisisce? Uno dei tanti luoghi comuni del calcio vuole che si possa acquisire solo vincendo, ma questa è una teoria palesemente in contraddizione con se stessa, il classico ‘serpente che si morde la coda’: se solo vincendo si può avere, come si può iniziare a vincere? La realtà è che questa pietra filosofale del calcio altro non è se non la cultura del lavoro.

Perché il calcio, purtroppo o per fortuna, non è una realtà estranea al mondo che ci circonda. E quindi niente pozioni magiche stile Asterix o stregonerie alla Harry Potter per raggiungere traguardi importanti. La ricetta è molto più semplice ma purtroppo anche molto più impegnativa di bere un cucchiaio di minestra esoterica o leggere formule da libri di incantesimi: lavorare, lavorare e ancora lavorare.

Ma per far questo occorre, oltre ad una dirigenza molto orientata al raggiungimento dei risultati, anche un parco calciatori mentalmente compatibile con questa filosofia. E, tornando a quanto scritto all’inizio, sarebbe un grave errore farsi prendere dalla voglia di cambiare e cambiare tutto, magari anche più del necessario.

Ora sta alla dirigenza individuare i giocatori sui quali costruire la Roma del futuro e il criterio di scelta è stato ormai, speriamo, individuato. Se si vuoi fare un grande film e prendi un’attrice bella e brava ma che sul set non rende, a cosa ti serve?

Andrea Felici

 

 

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