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Roma: una stagione piena di incognite

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Sta per iniziare probabilmente la stagione con il precampionato più tormentato dell’era americana. Non si sta parlando delle amichevoli ma della situazione ambientale. L’unica a tenergli testa, sotto questo aspetto, sembra essere quella del ‘dopo 26 maggio 2013’. Ma quest’ultima era legata quasi esclusivamente ad una singola sconfitta, dolorosa quanto si vuole, ma che resta comunque un singolo avvenimento. Ora sembra diverso, e non in meglio. All’alba della nona stagione romanista a ‘stelle e strisce’ la situazione sembra non poco incerta. A livello ambientale, tecnico e di prospettiva futura (Stadio).

Il mancato rinnovo di De Rossi e l’addio di Totti sono state autentiche bombe, che hanno buttato benzina su un quadro ambientale già di per se estremamente critico. Due situazioni che andavano gestite in modo diverso. E non era esattamente difficile prevederne le conseguenze. Evidentemente a Trigoria (o magari molto più lontano…) qualcuno ha commesso un errore di superficialità o forse, più semplicemente, sapeva quello che sarebbe successo e ha ritenuto opportuno prendere ugualmente queste decisioni.

Questo a livello ambientale. Sotto l’aspetto tecnico è cambiato il Direttore Sportivo, è cambiato l’allenatore, la squadra titolare ha perso Manolas ed El Shaarawy, senza al momento sostituirli. A meno che si ritengano rispettivamente Mancini e il giovane Antonucci in grado di farlo. E’ comunque arrivato un’altro difensore centrale, Cetin, proveniente dalla serie B turca. In porta, invece, Pau Lopez da la sensazione di rappresentare una valida scelta.

Kardorp è stato sostituito da Zappacosta, entrambe le operazioni sono dei prestiti. Invece sull’altra corsia la scelta è stata definitiva: Spinazzola in giallorosso e Luca Pellegrini (e sette milioni…) alla Juventus. A centrocampo via De Rossi e Nzonzi e dentro Diawara e Veretout. La sensazione è che al momento nel complesso la rosa, sulla carta, sia complessivamente meno competitiva di quella dello scorso anno.

Per quello che riguarda il futuro, leggasi Stadio, si è in attesa di novità che possano finalmente dare il via libera definitivo. Anche se la crisi di Governo non aiuta certamente.

Ma si tratta esclusivamente di considerazioni. Gli obiettivi di qui a fine stagione non possono che essere due: la qualificazione alla prossima Champions League e la posa della prima pietra a Tor di Valle. Ora non resta che attendere. E sperare…

Andrea Felici

 

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