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Caos Lazio, Reja da le dimissioni, Lotito le respinge

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«Il mio futuro lo sapete. Penso a questa gara che giochiamo domani sera. Al momento è questo il mio futuro, poi ne parleremo al termine della gara. Posso dire semplicemente che c’è stata una divergenza di opinioni». Le parole di Edy Reja, pronunciate al Vicente Calderon di Madrid, arrivano al termine di una giornata a dir poco surreale, tanto da far passare in secondo piano la partita in programma domani sera con l’Atletico, ritorno dei sedicesimi di Europa League. Una giornata caratterizzata dalle dimissioni del tecnico goriziano, inviate via fax alle 14, a poche ore dalla partenza della squadra per la capitale spagnola. Come ha confermato in serata il responsabile della comunicazione biancoceleste Stefano De Martino: «La società le ha respinte, quindi nulla cambia. Al ritorno a Roma ognuno farà le sue valutazioni». Il gesto del tecnico ha comunque fatto scoppiare il caos nel centro sportivo di Formello, dove si è precipitato il presidente Lotito con l’intento di far desistere l’allenatore dalle sue intenzioni (la società si sarebbe comunque tutelata acquistando un biglietto aereo per l’allenatore della Primavera Bollini). Un tentativo però che sembra riuscito a metà: anche se, intorno alle 15:40, Reja è salito a bordo del pullman diretto a Fiumicino, si tratterebbe soltanto di un addio posticipato. «Ne parleremo» si è limitato ad affermare il tecnico in serata. All’arrivo in aeroporto, scortato da De Martino, il tecnico era apparso scuro in volto e ha cercato di dribblare i giornalisti e le telecamere che lo stavano attendendo. «Ma non Š possibile avere un pò di privacy? Adesso basta! Le riprese le avete fatte lasciatemi in pace!» aveva commentato stizzito. Prima di imbarcarsi sul volo Alitalia per Madrid delle 17 si era lasciato comunque scappare una frase che testimoniava il suo stato d’animo: «Come va? Male, male, male». Poi la partenza per la capitale spagnola, lasciando a Roma un rapporto ormai logoro con i vertici societari: complici gli ultimi risultati (la debacle con il Palermo per 5-1 e il 3-1 incassato dall’Atletico Madrid) e, soprattutto, la mancata campagna di rafforzamenti nella sessione di mercato di gennaio che l’allenatore ha più volte evidenziato nelle sue ultime conferenze stampa. Forte del terzo posto in classifica, però, Reja gode del sostegno della squadra, rinnovato in serata anche da Kozak. «Noi siamo sempre con il mister – ha spiegato l’attaccante ceco – Non ci sono mai stati problemi quindi noi andiamo avanti con il nostro mister. Giochiamo tutti per dare il massimo e vincere insieme. Non ci sono partite per il mister o per noi, giochiamo insieme per vincere insieme». Un gesto apprezzato dal tecnico. «I ragazzi hanno sempre dato il massimo a prescindere dal mister. Loro giocano per una società gloriosa e per i colori. Da quando sono qui i ragazzi sul piano dell’impegno non sono mai venuti meno. Secondo me è importante e va sottolineato». Parole d’affetto che sembrano d’addio. E anche la tifoseria, un tempo avversa, Š ora schierata in suo favore, come hanno monitorato per tutto il giorno i forum e le radio romane. E tra i 2.500 supporter in arrivo a Madrid c’è una delegazione che in serata proverà ad incontrarlo per rinnovargli il proprio sostegno. Il problema principale sarebbe quindi il rapporto con il ds Tare e il presidente che, anche alla luce del confronto avuto ieri, sembra ormai compromesso. Quella di domani potrebbe essere veramente la sua ultima apparizione in panchina, tanto che in queste ore è già iniziato il toto allenatore. I nomi che circolano sono quelli di Luigi De Canio, Simone Inzaghi o, dalla prossima stagione, Mauro Tassotti, con Bollini nel ruolo di traghettatore fino al termine del campionato. Una cosa è sicura: in caso di addio, chiunque dovesse sostituire Reja, sieder… su una polveriera.

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