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Istanbul, povera Lazio, non si regge più in piedi

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    Istanbul, povera Lazio, non si regge più in piedi –

    Una povera Lazio è andata fino a Istanbul per mostrare al pubblico dell’Europa League che non si regge più in piedi. La sconfitta, contro una squadra, il Galatasaray, che certo non è una delle favorite del torneo, conferma ciò che s’era visto nella sfida di Milano: calciatori a corto di preparazione, timorosi più della propria ombra che degli avversari, guerrieri stanchi già prima di combattere e, in più oggi, incapaci di passare il pallone a un compagno, neanche nelle rimesse laterali.

    Mille passaggi sbagliati, salvo uno: quello di Lazzari a Strakosha, diretto con tale precisione che il portiere romano, sicuro di prendere il pallone, si è voltato verso la sua porta cercando di afferrarlo con delicatezza con le mani invece di cacciarlo via con i pugni. Anche il pallone, stanco per tutti i calcetti ricevuti fino allora, s’è accomodato in fondo alla rete cercando un po’ di meritato riposo.

    Senza il folle autogol, i turchi non sarebbero mai riusciti a portare a casa la vittoria. Un solo serio tiro in porta, centrando con Morutan al 24’ la traversa opportunamente istruita da Strakosha. Il quale, e non scherzo, deve essere considerato il miglior biancoceleste in campo. Figuriamoci gli altri, tutti pali conficcati tra le zolle.

    Strakosha s’è distinto, oltre che per l’abilità con la quale mastica la gomma americana, per due o tre interventi che hanno tolto ai turchi l’occasione di esultare. Macché, quelli non sarebbero stati capaci di infilare la palla in rete nemmeno se il portiere fosse uscito un momento per andare al bar.

    Che cosa succede a questa Lazio? Possibile che sia soltanto un ritardo nella preparazione? Felipe Anderson ha corso tante volte col pallone tra i piedi, senza la possibilità di passarlo ai compagni, rimasti indietro a guardare. La stessa cosa si può dire di Lazzari, di Immobile. E Akpa Akpro che si è dato sempre da fare, senza però sapere bene che cosa dovesse fare, salvo prendere a calci qualche turco. E Luis Alberto, forse l’unico a capire che cosa succedeva in campo, senza però avere la forza di cambiare gli avvenimenti.

    Stanchezza, gambe legnose, idee in vacanza. Nostalgia di Inzaghi? Non credo, Sarri è stimato da tutti, ma forse è ancora in vacanza pure lui.

    Per fortuna il Galatasaray non è il Psg o il Real Madrid, e al ritorno all’Olimpico si spera che i laziali abbiano ritrovato tutta l’energia che serve per reggersi in piedi.

    Nel prossimo turno, all’Olimpico scenderà la Lokomotiv di Mosca che si spera trovi il semaforo rosso, permettendo alla Lazio di non rimanere ancora a zero punti. All’Olympique di Marsiglia il compito di fermare la squadra di Terim.

    Bruno Cossàr

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