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Sebastiani (Pres.Pescara): “Roma unica antagonista della Juventus”

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Il presidente del Pescara Daniele Sebastiani a Rete Sport fm 104.200 «La Roma è l’unica vera antagonista della Juventus».

daniele-sebastiani

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Daniele Sebastiani, presidente del Pescara è intervenuto ai microfoni di Rete Sport in occasione del match di domenica sera contro la Roma. «Il campionato del Pescara non inizia dopo la Roma: domenica abbiamo una partita difficile e speriamo di ripartire. Bisogna rivedere qualcosa nel modo di stare in campo, ma non puoi snaturare un squadra, rischi di prendere comunque gol.

In Serie A ci sono due campionati nel campionato. Non esiste cambiare atteggiamento verso Oddo ed il suo programma. Massimo è l’allenatore del Pescara e lo sarà fino al prossimo anno. Non è che un allenatore che fino a ieri era un fenomeno ora è un incapace. Ci siamo resi conto che la Serie A è un altra cosa, non è che cambiando l’allenatore si risolve il problema».

Nel Pescara ci sono alcuni giocatori che provengono dal vivaio della Roma. C’è poca fiducia nei vivai?

«Io mi auguro che l’esperienza di quest’anno possa servire a tutti. Anche il Milan fa giocare tanti giovani, stessa cosa la Juve. In giro per l’Italia ci sono giovani bravi della Roma: Viviani, Pellegrini, Politano. Ecco bisognerebbe crederci di più in questi giovani. Ci vorrebbe un po’ più di coraggio nel farli giocare».

Questa Roma con pregi e difetti dove può arrivare?

«La Roma è una grande squadra. Dzeko gioca da solo praticamente e c’è un livello alto anche nei cambi. Penso che possa essere la vera antagonista della Juve. Io vengo spesso a vederla, perché mi piace vedere il gioco della squadra. Penso manchi poco per arrivare al livello della Juve».

Domenica ci saranno pochi spettatori anche tra i tifosi del Pescara. Non si recheranno all’Olimpico per solidarietà con i tifosi della Roma?

«Sì, secondo me in Italia facciamo di tutto per allontanare la gente negli stadi. Basterebbe far rispettare le regole e non fare di tutta l’erba un fascio. Sono contro le barriere e nel cercare di mettere la gente in gabbia. Si vede anche negli altri stadi dove le barriere non ci sono: non succede nulla. Secondo me bisogna dare più fiducia e creare la cultura di andare allo stadio per tifare. Questo si fa anche dando le punizioni giuste a chi le merita».

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