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Ss Torre Angela Acds (calcio, I cat.), Rubenni: «Nessun proclama, dovrà parlare il campo»

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Roma – Il nuovo Ss Torre Angela Acds ha affidato la panchina della Prima categoria ad Andrea Rubenni. Dopo mister Alessio Ottobrini, che ha fatto certamente un buon lavoro alla guida della prima squadra capitolina, ecco un altro giovane e preparato tecnico che proviene dalla splendida cavalcata trionfale con l’Acds (fusasi col “vecchio” Torre Angela) nel campionato di Seconda categoria. Per Rubenni, al terzo anno da allenatore, sarà ovviamente il debutto in Prima categoria.

«Sono carico e non vedo l’ora di cominciare. Ho preso molto seriamente il mio ruolo di allenatore e cerco di aggiornarmi continuamente con stage presso grandi società professionistiche. Ringrazio la società per la fiducia accordatami e per il forte sostegno, in particolare un grazie va ai dirigenti Fabrizio Ciani e Davide Miscoli che sono stati i fautori principali della fusione. Come non ricordare, poi, i componenti del mio staff: dal preparatore atletico Marzio Di Canio ai preparatori dei portieri Giuliano Villa ed Enrico Cremolini fino ad arrivare a Enzo Calvanese che mi farà da vice». La fusione tra Torre Angela e Acds ha prodotto una rosa estremamente interessante.

«Abbiamo mantenuto l’ossatura del gruppo con cui abbiamo trionfato in Seconda categoria fatta eccezione per il capitano Marco Prati che ha deciso di smettere e che rimarrà comunque vicino al nostro gruppo. Poi ci saranno tanti elementi del vecchio Torre Angela che ha fatto bene in Prima (compreso Felicello che era in prestito dal Giardinetti, ndr) e a questi abbiamo aggiunto alcuni giovani di qualità come Ilardo (esterno offensivo classe 1998 che ha giocato alla Pro Roma, ndr), Baldassarre (portiere del ’99 ex Tor Sapienza, ndr) e Scarpetti (centrocampista classe 1998 dell’Ostiantica, ndr). A breve completeremo la rosa in particolare con un nome per l’attacco molto importante». Rubenni non vuole sbilanciarsi sugli obiettivi del Torre Angela Acds. «Non sono abituato a fare proclami, sarà il campo a parlare. Probabilmente dopo le prime cinque o sei partite di campionato avremo le idee più chiare».

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