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Stadio Roma. WWF: stop alla speculazione di Tor di Valle

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Il Wwf Lazio, “dopo l’avvio della sciagurata operazione urbanistica promossa dalla giunta Marino nel dicembre 2014, diffuse un documento il cui titolo sintetizzava il pensiero della associazione; ‘Dal nuovo Stadio della Roma di Tor di Valle alla nuova Centralità Business Park; un percorso urbanistico discutibile con un esito inaccettabile’. Un documento che conserva ancor oggi, purtroppo per i cittadini romani e per l’ambiente urbano che li ospita, tutta la sua validità”.

Il Wwf Lazio ritiene che “le notizie riportate dalla stampa nei giorni scorsi siano disarmanti: la Sindaca Raggi avrebbe incontrato i promotori dello Stadio/Business Park- senza il proprio assessore all’Urbanistica Paolo Berdini (la cui contrarietà alla speculazione immobiliare di Tor di Valle era nota ben prima che venisse nominato assessore)- per contrattare una riduzione (le testate riportano quasi tutte una possibile decurtazione del 20%) delle cubature direzionali annesse allo stadio, e quindi per dare il via alla variante al Prg”.

“Limare del 20% le cubature direzionali e commerciali è una scelta che lascia le cose esattamente come stanno- afferma Andrea Filpa, Delegato del Wwf Italia per il Lazio- perchè potranno forse essere leggermente diminuiti i guadagni enormi promessi ai privati dalla variante urbanistica di Marino, ma gli impatti ambientali, territoriali e sociali di questa operazione urbanistica scellerata rimarranno esattamente gli stessi.

E forse non è neppure giusto dire che le cose rimarranno come prima, perchè la riduzione parziale delle cubature appare come una astuzia tecnica, un chiaro tentativo di mascherare l’oggettiva continuita’ con forme di gestione territoriale che umiliano Roma e condannano di fatto ogni speranza di rinnovamento che invece viene spesso evocato”.

Stadio Roma

Stadio Roma

Anche se si ridurranno del 20% le cubature estranee allo Stadio (cubature che, si rammenta, sono pari all’84% di quelle totali) rimarrà infatti il surrettizio riconoscimento di ‘interesse pubblico’ ad opere di palese interesse privato (riconoscimento in contrasto con il Prg vigente), rimarrà la distruzione di paesaggi ed ambienti di pregio (peraltro soggetti a rischio idraulico), rimarrà l’inevitabile congestionamento di un quadrante urbano già martoriato, rimarrà la insufficienza del trasporto pubblico, rimarranno gli 80 ettari di nuovo consumo di suolo.

Il Wwf Lazio e’ convinto che Roma non meriti una cultura- si fa per dire- di governo in sconfortante continuità con il passato; la Capitale ha avuto già troppi percorsi urbanistici discutibili con esiti inaccettabili. Vorremmo per il bene di tutti che lo stop alla speculazione di Tor di Valle rappresentasse un reale punto di svolta duraturo nel tempo”.

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