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Stanchi, sporchi ma felici: Lazio-Roma 0-0

La differenza poteva giungere dalla maggiore qualità dei giallorossi, che colgono due legni con Bruno Peres e Dzeko, ma per le mole di gioco prodotta da ambo le squadre una vittoria dell’una o dell’altra non avrebbe rispecchiato l’andamento della gara, così come se i tiri di Parolo, Luis Alberto e Marusic si fossero concretizzati

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Roma – Il derby della Capitale è una partita unica al mondo. Un articolo non basta per descrivere le sensazioni che suscita questa gara. Ansie e timori si mescolano tra un sorriso accennato, un urlo strozzato e qualche spiccata imprecazione. Il campo ci regala un pareggio a reti inviolate, ma le emozioni, almeno per i tifosi, non sono mancate.

Il tutto comincia prima del duello in campo, con gli spalti impegnati a fronteggiarsi nella gara delle coreografie. Quella biancoceleste mette in risalto la data di origine, unita al suo stemma, l’aquila imperiale. I giallorossi rievocano l’origine della città, scegliendo di narrare la leggenda di Romolo e Remo. Entrambe belle a livello evocativo, con qualche buco per i giallorossi a discapito della perfezione estetica dei laziali, che coinvolgono anche i distinti.

La gara rispecchia le fatiche infrasettimanali e le paure delle compagini. La Lazio risente relativamente della debacle austriaca, riuscendo a fare un buon gioco. Tuttavia agli uomini di Inzaghi è mancata la lucidità nelle fasi conclusive delle azioni. La Roma, nonostante due giorni in più di riposo, non riesce a rendere al meglio in fase di impostazione. Aveva dato davvero tutto con il Barcellona, sia a livello fisico che mentale.

Nonostante questo la sua difesa è rimasta granitica e rocciosa come sempre.
A livello arbitrale si registra una buona gara da parte di Mazzoleni, con l’unica pecca di un mancato rosso a Juan Jesus per un’entrata killer su Parolo. Giusta l’espulsione di un ingenuo Radu, che lascia i suoi ragazzi in dieci a difendere il pareggio.

La differenza poteva giungere dalla maggiore qualità dei giallorossi, che colgono due legni con Bruno Peres e Dzeko, ma per le mole di gioco prodotta da ambo le squadre una vittoria dell’una o dell’altra non avrebbe rispecchiato l’andamento della gara, così come se i tiri di Parolo, Luis Alberto e Marusic si fossero concretizzati.

La Roma rimane in vantaggio negli scontri diretti, dunque andrebbe avanti alla Lazio nel caso di arrivo a pari punti.
La corsa diventa sull’Inter. Gli uomini di Di Francesco hanno, sulla carta, un calendario più agevole rispetto a quello dei biancocelesti e dei nerazzurri, che dovranno affrontarsi all’ultima giornata in una partita che si preannuncia al cardiopalma.
Il grande libro dei derby ci regala un altro capitolo, ma ora si volta pagina.

Grazie ad entrambe per il bello spettacolo, acceso a livello agonistico ma all’insegna del rispetto tra le squadre, come non si vedeva da tempo. Ed è questa, molto probabilmente, la grande vittoria di entrambe.

                                                                                                                                                                                  Tommaso Franchi

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