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Tonfo Roma, la Spal vince ancora

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Questa partita può essere considerata il simbolo perfetto di questa stagione, un’agonia senza fine, un harakiri continuo che non da un attimo di pace. Ma non avrebbe potuto essere altrimenti, visto che la Roma quest’anno non è mai stata una squadra vera, complici soprattutto i disastri compiuti da un Direttore Sportivo che, come il più vigliacco dei capitani, ha anche avuto l’indecenza di abbandonare la nave a 12 giornate dalla fine del campionato.

A partire dalla scelta di Di Francesco, colpevole di non aver mai dato un gioco definito alla squadra e di aver affossato la sua condizione fisica con l’aiuto di uno staff atletico imbarazzante, dimostrando più volte di non essere un allenatore quantomeno “adeguato” a una piazza come quella di Roma.

Senza dimenticare la programmazione delle Campagne acquisti vergognose degli ultimi due anni, che oltre ad aver portato alla cessione di tutti i giocatori più forti, tranne le rarissime eccezioni che conoscono tutti, ha favorito l’arrivo di sostituti mediamente scarsi o per lo meno “sopravvalutati”, considerando anche le cifre esorbitanti che sono state spese per comprarli fin dall’inizio dell’incarico del direttore sportivo Andaluso.

Gli errori poi sono stati tanti altri, soprattutto dal punto di vista comunicativo, ma ormai è quasi inutile continuare a parlarne. Lo sfacelo è un dato di fatto, ed esclusa la parentesi meravigliosa della Champions dell’anno scorso appare evidente come in questo biennio ci sia stato un calo clamoroso sotto l’aspetto delle prestazioni, ma soprattutto sotto quello del numero di punti fatti in campionato.

E se fa riflettere il fatto che non sia passato neanche un anno dall’impresa con il Barcellona, quando per una volta eravamo arrivati a toccare il cielo quasi con un dito e si pensava si potesse crescere ancora di più, si ricordi che sono trascorsi solo 22 mesi dall’ultima partita di Francesco Totti, conclusione meravigliosa di una stagione nella quale la Roma aveva fatto il record assoluto di punti in campionato.

È inutile girarci intorno, l’autore principale di questo fallimento ha un nome e due cognomi, Ramòn Rodriguez Verdejo, conosciuto con il soprannome di Monchi, colui il quale dopo aver distrutto una squadra ha avuto anche la faccia di bronzo di “scappare” dalle sue responsabilità.

L’amarezza è tanta e analizzare il match di oggi è anche abbastanza complicato. La prestazione è stata la solita, basta prendere e copiare un qualunque articolo scritto in precedenza per descrivere una delle tante performance indecenti che hanno contraddistinto questa stagione. E attaccarsi agli errori dell’arbitro, seppur colpevole in occasione del rigore per la Spal e la mancata espulsione di Cionek, vorrebbe dire dare un alibi ingiusto a una squadra che non lo merita, vista l’ennesima prestazione indecorosa dei giocatori.

Il prossimo appuntamento, dopo la sosta per le Nazionali, sarà il 31 Marzo allo Stadio Olimpico contro il Napoli, sempre più seconda forza di questo campionato. Impegno sicuramente proibitivo, le speranze di raggiungere il quarto posto diventano sempre meno e le squadre dietro si avvicinano sempre di più. L’unica cosa possibile è dare fiducia al Mister Ranieri, sperando che possa tirare fuori qualcosa da una squadra che sembra completamente priva di ogni tipo di sentimento, voglia o anima. Ma è arrivato forse troppo tardi, e di certo non ha la bacchetta magica…

Francesco Bastianini

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