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Totti: “Io un peso per la Roma”

Il 17 giugno nei cuori e nella memoria dei tifosi romanisti non sarà più soltanto il giorno del terzo scudetto. Perché il destino sa essere davvero beffardo. Da ieri pomeriggio sarà anche il giorno nel quale Francesco Totti ha lasciato la Roma. Dopo 30 anni. Prima da calciatore e poi da dirigente.

Nel salone d’onore del Coni Francesco Totti ha spiegato davanti a centinaia di giornalisti i motivi del suo addio alla Roma, rispondendo alle domande che di volta in volta gli sono state fatte.

“Era meglio morire” – Queste le parole con le quali ha spiegato il suo stato d’animo nel giorno del definitivo distacco dalla sua Roma. Un dolore ancora più grande del suo addio al calcio, perchè in quel commovente saluto all’Olimpico si interrompeva la sua carriera da calciatore ma la sua avventura a Trigoria già era di dominio pubblico che sarebbe continuata come dirigente.

“Io un peso per la Roma” – Nello spiegare i motivi della sua decisione Totti ha specificato di essere stato un peso per la società. “Non ho potuto fare niente -le parole dell’ex dirigente giallorosso-. Non mi sono sentito operativo soprattutto nell’Area Tecnica, dove mi sento più preparato. Non sono mai stato reso partecipe: mi chiamavano solo quando erano in difficoltà. In due anni -continua Totti- avrò partecipato a dieci riunioni e mi chiamavano sempre all’ultimo, come se mi volessero accantonare da tutto. Poi però subentra il rispetto che ci deve essere non tanto verso il dirigente quanto verso la persona. Ho cercato in tutti i modi -conclude Totti- di mettermi a disposizione ma dall’altra parte vedevo che il pensiero era diverso. Sono stato un peso. Tanti dirigenti hanno sempre detto che sono troppo ingombrante per questa società”.

La riunione a Londra – Ha specificato il motivo della sua assenza nell’ultima riunione a Londra, sulla quale si è tanto scritto e detto: “Non sono andato a Londra perché mi hanno avvertito due giorni prima e in più era già tutto deciso. Cosa ci sarei dovuto andare a fare?”

Il ruolo di Direttore Tecnico – Totti ha chiarito la situazione relativo al ruolo di Direttore Tecnico che avrebbe dovuto ricoprire a breve: “Di soldi non ho mai parlato. Ho chiesto di fare il Direttore Tecnico perché ritengo di avere le competenze adatte. Non ho mai chiesto di avere il comando su tutto. Ho chiesto di avere potere decisionale come ogni dirigente, mettendoci la faccia. Ma se altri decidono già tutto, che DT sarei stato?”

Il rapporto con Baldini – L’ex dirigente romanista parla del suo rapporto con Franco Baldini: “Il rapporto con Franco Baldini non c’è mai stato e mai ci sarà. Se ho preso questa decisione è normale che ci siano dei problemi interni alla società. Uno dei due doveva uscire e mi sono fatto da parte io. L’ultima parola spettava sempre a Londra”.

Il presidente Pallotta – Queste le parole di Totti circa la presenza di Pallotta a Roma: “Il Presidente deve essere più presente perché quando c’è il capo tutti, dal primo all’ultimo che entra a Trigoria, lavorano come si dovrebbe lavorare. E quando il capo non c’è fanno tutti quello che vogliono. E’ come succede negli allenamenti: quando c’è il mister si va a 300 allora, quando c’è il vice è diverso”.

La situazione De Rossi – Riguardo al mancato rinnovo contrattuale di De Rossi ha specificato: “Da settembre dissi ai dirigenti di dirgli subito se non avevano intenzione di rinnovargli il contratto perché Daniele è un capitano e una bandiera e va rispettato”.

Il possibile ritorno – Francesco Totti circa un suo ritorno alla Roma: “Per il mio ritorno alla Roma serve un’altra proprietà che creda nelle mie potenzialità”.

E’ un arrivederci – “E’ un arrivederci e non un addio -le parole di Totti- perché è impossibile vedere Totti fuori dalla Roma. In questo momento prenderò altre strade. Se un altra proprietà punterà forte su di me io sarò sempre pronto”.

Andrea Felici