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Virtus Divino Amore (calcio, I cat.), il dg Delle Chiaie: «Abbiamo molta fiducia nel gruppo»

Roma – La Virtus Divino Amore ha vissuto la sosta forzata in una delicata posizione di classifica. La squadra capitolina è al penultimo posto del girone G della Prima categoria e ha bisogno di risollevarsi al più presto. «Ci aspettavamo le difficoltà attuali – spiega il direttore generale Manuel Delle Chiaie – Abbiamo dovuto costruire la rosa in corsa e questo inevitabilmente ha pesato sul rendimento della squadra. Pensavamo comunque di poter vedere una crescita della rosa e dei giovani in particolare, ma siamo comunque convinti che la salvezza rimanga alla portata».

Anche perché la società non si tirerà indietro nel momento di rafforzare il gruppo. «Non ci sarà una rivoluzione perché siamo convinti della qualità sia dei più giovani che degli elementi “storici” di questa squadra – rimarca Delle Chiaie – Ma cercheremo di operare alcuni innesti in determinati ruoli che permettano anche ai nostri ragazzi di poter crescere con maggiore serenità».

La Prima categoria della Virtus Divino Amore avrebbe comunque meritato qualche cosa in più rispetto agli attuali tre punti. «Ci sono stati episodi poco fortunati che potevano dare un volto diverso alla nostra stagione – sottolinea il direttore generale – D’altronde si dice che “vincere aiuta a vincere” e magari con un successo la squadra avrebbe potuto beneficiarne a livello mentale e di fiducia».

La corsa della Virtus Divino Amore ripartirà dal complicato match esterno contro la Nuova Canarini Rocca di Papa dopo la settimana di sosta forzata decisa dopo l’aggressione all’arbitro Riccardo Bernardini nel match di Promozione tra Virtus Olympia e Atletico Torrenova.

«La domenica senza calcio è stata realmente un momento di riflessione per il sottoscritto, visto che sono un grande appassionato di calcio. Anche per motivi lavorativi conosco benissimo determinate problematiche e questi episodi avvengono purtroppo in tutte le categorie. A mio modo di vedere bisogna colpire i colpevoli in maniera circoscritta e provare a non mandare “allo sbaraglio” arbitri che nella maggior parte dei casi sono giovanissimi e che hanno tutta la mia ammirazione per la passione con cui portano avanti questo ruolo estremamente complicato».