Fake news, regola della dittatura politicamente corretta

Fake news, regola della dittatura politicamente corretta

Pierluigi Battista riferisce oggi sul Corriere della sera di essere andato al Museo di Roma, in Trastevere, a vedere una mostra dedicata ai manifesti di propaganda maoista negli anni di sangue della Rivoluzione culturale in Cina. Battista si è chiesto come si fa a credere alla balla secondo cui vivremmo solo ora in un’epoca di dominio delle fake news e ricorda  quanti raffinati intellettuali, quanti riveriti appartenenti alla «parte giusta», quanti neofustigatori della credulità popolare (e populista) abbiano divorato la minestra maoista, e prima ancora stalinista e castrista e poi polpottista senza essere giustamente bollati per quelli che erano: degli stupidi inconsapevolmente complici di regimi criminali.

MAO

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Ha ragione Battista, le notizie false diffuse dalla propaganda delle dittature sono la regola, non l’eccezione. Adesso però c’è una dittatura ancora più potente, più subdola, che trova sempre chi vuole credere alle fake news che diffonde: la dittatura del politicamente corretto, delle parole d’ordine dei media mainstream, come si chiamano oggi i giornali, le televisioni, le agenzie un tempo più autorevoli e più venduti, più diffusi, più comprati e più ascoltati dai fessi. (Ard)