Femminicidio, esistono altri modi di zittire le donne

Femminicidio, esistono altri modi di zittire le donne –

A chi non è mai capitato di sognare di voler uccidere la moglie, la fidanzata, la compagna non sopportando più le sue chiacchiere, i suoi rimproveri per occasioni futili, per fissazioni tipiche delle cosiddette “spiccia letti” come a Roma vengono chiamate quelle madri che si disinteressano dei problemi dei figli, ma pretendono che alle 7 del mattino lascino libero il letto perché loro “devono spicciare”? Il tizio di Brescia, che ha ucciso la fidanzata che lo aveva rimproverato per aver lasciato sporco il tavolo, non ce l’ha fatta più a resistere alla tentazione.

So che rischio una valanga di improperi da parte delle donne più arrabbiate, ma io lo dico lo stesso: mi sento un po’ (solo un po’, eh!) solidale con quel tizio. “Perché non hai pulito il tavolo?”. E lui: “Ero stanco, stavo facendo altro, volevo farlo dopo”. E lei, senza fermarsi un attimo, nemmeno per prendere fiato: “Sei sempre il solito. In casa devo fare tutto io, tu te ne freghi della casa, dell’igiene, del decoro. E se qualcuno viene a farci visita, che trova? Il tavolo sporco!”. E qui mi fermo, ma lei chissà per quanto tempo ha continuato a sbraitare. Però, caro tizio, lascia stare il coltello, ci sono altri mezzi: i tappi negli orecchi, uscire di casa, regalarle un diamantino… E, se è tutto inutile, invece di finire in galera ammazzandola, puoi sempre mollarla lì, andare a comprare le sigarette e non tornare più.

Ard