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Renzi non gioca (e non rischia)

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Matteo Renzi, colpito e affondato dalle polemiche sulla sua prevista partecipazione, in qualità di calciatore, alla partita del cuore, ha deciso di rinunciare. Gli avversari politici lo avevano accusato di voler giocare per farsi, gratis, un superspot elettorale. “Caso ridicolo: mi costa, ma non gioco” ha dichiarato il premier.

Gli costa? Ma no, ci guadagna, o almeno evita di rimetterci. Se giocava male, perdeva il cinque per cento dei consensi. Se giocava bene, o addirittura se segnava un gol, perdeva ancora di più, perché non sarebbe mai riuscito a levarsi di dosso il sospetto che l’arbitro lo aveva favorito.

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