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Antman and The Wasp: la recensione

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Antman and The Wasp – Il più piccolo supereroe di casa Marvel è tornato, ed è in ottima compagnia: quella della nuovissima Wasp!

Antman and The Wasp

Scott Lang non ha mai avuto una vita facile e, come ormai troppo spesso gli capita, anche quando sta tentando di fare del bene finisce per infrangere la legge e pagarne le conseguenze.
Per aver aiutato Capitan America e il suo “team” negli eventi narrati in Civil War ora Scott è costretto ai domiciliari (dopo patteggiamento) e la cosa complica non poco la sua vita, sia dal punto di vista famigliare che “supereroistico”.

Ma, volente o no, Scott sta per tornare a reindossare i panni dell’uomo formica.

Queste le premesse da cui questo nuovo Antman and the Wasp prende il via, mantenendo intatte le sensazioni e le atmosfere respirate nel primo capitolo dedicato al supereroe formica. Peyton Reed segue la strada che lui stesso si è preparato ma al tono da commedia aggiunge più azione; lì dove il primo capitolo si prendeva più respiro e tempo per la “costruzione” dell’eroe, questo seguito non si fa problemi del genere e proprio come i suoi protagonisti (e non solo) si rimpiccioliscono e ingigantiscono tra un salto e l’altro, così la pellicola salta fulminea, tra una scena d’azione a una scena comica, tra una scena tenera a una nuova scena d’azione con una preponderanza per quest’ultima tipologia ben supportata dall’ottimo e ultrapresente utilizzo degli effetti speciali.

Molta più azione quindi ma il film mantiene la sua anima?
Se lo fa è grazie all’introspezione (seppur inferiore al precedente) del suo protagonista. Lo stereotipo del supereroe con problemi ha fatto la fortuna della Marvel e Scott Lang è alle prese con tanti problemi della vita “comune” più pressanti e pericolosi per lui di quelli che lo aspettano quando indossa la sua tuta. Perdere la fiducia di sua figlia e finire di nuovo nei guai con la legge sono i veri nemici di Lang.
Sua figlia Cassie, in particolare, rimane il perno intorno al quale il personaggio gira e il rapporto tra i due è decisamente uno dei punti di forza della pellicola.
Intatti si, ma più volti al lato comico del film i rapporti tra Lang e Hank Pym e sua figlia Hope, cosa che raggiunge l’esilarante in alcune scene ma che lascia un po’ l’amaro in bocca per una caratterizzazione che fosse stata più bilanciata anche da quel punto di vista avrebbe tolto sbavature dalla pellicola.

Dal punto di vista comico invece il film mantiene alti gli standard regalando un umorismo più “elegante” di quello visto nei recenti Guardiani della galassia Vol.2 e Thor Ragnarok; è più una commedia romantica quella che abbiamo davanti e svolge egregiamente il suo compito.

Antman and the Wasp è un buon seguito all’ottimo primo capitolo, il cast non sbaglia e conferma tutto ciò che di positivo aveva già mostrato al suo esordio, l’unica pecca forse è che Peyton Reed si è fatto prendere la mano da azione ed effetti speciali e nell’aumentare quelli ha perso per strada un po’ di introspezione.

Voto: 7,5

Luca Silvestri

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