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Sanremo 2018 a Ermal Meta e Fabrizio Moro

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    Serata finale del Festival. Sul podio anche Lo Stato Sociale e Annalisa. Laura Pausini incanta con Baglioni sulle note di “Avrai”. Le pagelle –

    È Ultimo, il vincitore della categoria Nuove Proposte, ad aprire la serata finale con una versione un po’ rap del suo brano “Il ballo delle incertezze”. Baglioni, sbagliando, annuncia “Il ballo delle apparenze”. Lui, in preda all’emozione, mentre canta dimentica alcune parole.

    Finalmente arriva Laura Pausini, bloccata a casa da una laringite per tutta la settimana e ancora convalescente. Dopo aver cantato il nuovo singolo “Non è detto” in anteprima mondiale, regala una dolcissima versione di “Avrai” in duetto con Baglioni. Si aggiunge anche Fiorello, come aveva promesso, in collegamento telefonico. Alla fine Laura esce dall’Ariston per cantare con il pubblico per strada “Come se non fosse stato mai amore”.

    Ermal Meta e Fabrizio Moro

    Durante il blocco successivo entra Antonella Clerici con i ragazzi di Sanremo Young, il nuovo programma di Rai1 dedicato alle canzoni che hanno fatto la storia del Festival. Quindi è la volta di Fiorella Mannoia, che canta con Baglioni “Mio fratello che guardi il mondo”. Ultimi ospiti Nek, Max Pezzali e Francesco Renga che, in quartetto con il direttore artistico, propongono un revival di “Strada facendo”.

    Quando si esibiscono tutti e venti i big vengono assegnati i primi premi. A Ron quello della critica “Mia Martini” da parte della sala stampa Ariston Roof. A Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico il nuovo premio “Sergio Endrigo” alla migliore interpretazione. A Lo Stato Sociale il premio della sala stampa “Lucio Dalla”. A Mirkoeilcane il premio “Sergio Bardotti” per il miglior testo. A Max Gazzé quello per la miglior composizione musicale dedicato a Giancarlo Bigazzi. A Ermal Meta e Fabrizio Moro il premio TIMmusic, assegnato alla canzone più ascoltata sulla app.

    Alla fine trionfano Ermal Meta e Fabrizio Moro, seguiti da Lo Stato Sociale e Annalisa. Una vittoria che farà sicuramente discutere.

    Qui le pagelle (in ordine di esibizione) di tutte le canzoni in finale.

    Luca BarbarossaPassame er sale. Il pizzicato degli archi, più forte del solito, dà alla canzone lo stile di una serenata semplice ma romantica. Il timbro scuro di Luca fa il resto. Voto: 9

    Red CanzianOgnuno ha il suo racconto. Ha l’energia di un diciottenne che impazza con la chitarra elettrica. Anzi, forse anche di più. Perfettamente a suo agio sul palco, rende giustizia al rock. Voto: 8

    The KolorsFrida. Per la finale eseguono una versione più composta e meno urlata del brano, di cui si riescono ad apprezzare anche sfumature prima oscurate. Voto: 6

    Elio e le storie teseArrivedorci. Ognuno canta per conto suo, peraltro non sempre a tempo. La canzone non è cresciuta nel corso delle serate. Quanto sarà ricordato il loro addio alla musica? Voto: 3

    RonAlmeno pensami. Sembra che Lucio Dalla canti con la voce di Ron, che questa volta è ancora più chiara ed espressiva. La melodia si intreccia con le parole e crea un’atmosfera da sogno. Voto: 10

    Max GazzéLa leggenda di Cristalda e Pizzomunno. Canta come il cantastorie di un castello medievale, circondato da una folla di cortigiani a cui racconta la sua fiaba. L’arrangiamento è un po’ retrò. Voto: 9

    AnnalisaIl mondo prima di te. Elegante e luminosa, esegue il brano con voce limpida e senza mostrare alcun segno di cedimento. Ha l’intonazione migliore tra i cantanti in gara. E grinta da vendere. Voto: 10 e lode

    Renzo RubinoCustodire. È a Sanremo ma non ci crede nemmeno lui. Canta con una discreta intensità e invita a ballare i nonni per distogliere l’attenzione dalla performance canora. Voto: 2

    DecibelLettera dal Duca. Il ritmo che fa tremare l’Ariston. Cattivissimi, danno al pubblico (e ai colleghi) una sana lezione di rock. Davvero bravi. Voto: 10

    Ornella Vanoni, Bungaro e PacificoImparare ad amarsi. Fragile e forte insieme, la Vanoni regge il palco da regina della musica. Peccato, davvero peccato, che si è presentata al Festival con la canzone sbagliata. Voto: 7

    Giovanni CaccamoEterno. Suoni slegati, imprecisi e un po’ stonati. Esagera volendo mettere troppi ingredienti in un minestrone che, evidentemente, non ha un buon sapore. Voto: 1

    Lo Stato SocialeUna vita in vacanza. Alla quarta esecuzione della canzone, la sala stampa esplode in una grande festa. Il ritornello ce lo ricorderemo, e anche la vecchia. Che forse è la scelta di marketing più azzeccata di questo Festival. Voto: 8

    Roby Facchinetti e Riccardo FogliIl segreto del tempo. Cercano di dare più volume alla canzone, ma verso la fine non reggono lo sforzo e le voci sfiatano. Peccato, perché erano partiti ben in linea con il pianoforte. Voto: 3

    Diodato e Roy PaciAdesso. In questa finale la musica è perfetta. Un po’ meno l’esecuzione vocale accompagnata da un atteggiamento troppo baldanzoso. Meglio delle scorse puntate, ma non più che sufficiente. Voto: 6

    Nina ZilliSenza appartenere. Precisa e molto concentrata, non riesce comunque a essere incisiva. Colpa anche del brano al quale è difficile appassionarsi. Voto: 5

    NoemiNon smettere mai di cercarmi. Travolgente e sufficientemente cattiva come la strega di un film Disney. Esibisce il suo bellissimo timbro, consapevole di non lasciare indifferente chi la ascolta. Voto: 10

    Ermal Meta e Fabrizio MoroNon mi avete fatto niente. Hanno la canzone più internazionale del Festival, forse anche la più adatta all’Eurovision Song Contest. La cantano molto bene con estremo pathos. Voto: 8

    Mario BiondiRivederti. Un lento da ballare in coppia per scaldare una fredda sera d’inverno. Mario accarezza le note con il suo timbro e la sua interpretazione. Voto: 7

    Le VibrazioniCosì sbagliato. Ennesimo momento revival anni ’90 con un pezzo ben eseguito e potente ma vecchio in tutti i sensi. E soprattutto con una melodia già sentita. Voto: 6

    Enzo Avitabile e Peppe ServilloIl coraggio di ogni giorno. Chiudono questa edizione del Festival con la solita performance in bilico e soprattutto con un pezzo che convince sempre meno. Voto: 1

    Questa infine la classifica completa della 68a edizione del Festival della Canzone Italiana.

    1) Ermal Meta e Fabrizio Moro
    2) Lo Stato Sociale
    3) Annalisa
    4) Ron
    5) Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico
    6) Max Gazzé
    7) Luca Barbarossa
    8) Diodato e Roy Paci
    9) The Kolors
    10) Giovanni Caccamo
    11) Le Vibrazioni
    12) Enzo Avitabile e Peppe Servillo
    13) Renzo Rubino
    14) Noemi
    15) Red Canzian
    16) Decibel
    17) Nina Zilli
    18) Roby Facchinetti e Riccardo Fogli
    19) Mario Biondi
    20) Elio e le storie tese

    Gianluca Basciu

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